08 febbraio 2018
Aborto

I vescovi d’Irlanda: “Coltivare il prezioso dono della vita”

I messaggi pastorali in vista del referendum sull’aborto. Il primate Martin: “Siate missionari per la causa della vita”

“Se la società accetta che un essere umano abbia il diritto di porre fine alla vita di un altro, allora non è più possibile rivendicare il diritto alla vita come diritto umano fondamentale per nessuno”.

Così il vescovo di Elphin, Kevin Doran, presidente del gruppo sulla bioetica della Commissione episcopale irlandese, si esprime in un messaggio pastorale pubblicato qualche giorno fa sul tema dell’aborto, in vista del referendum sul tema previsto per l’estate.

“Se concediamo qualsiasi motivo all’aborto, gli stessi argomenti – aggiunge – saranno usati per giustificare la fine della vita di persone anziane, fragili o con disabilità significative. Se attraversiamo questa frontiera, non sarà facile tornare indietro”. Il vescovo scrive poi che le conseguenze di un’eventuale rimozione dalla Costituzione dell’art. 40.3.3 - il cosiddetto “emendamento pro-vita” - , sarebbero gravi perché eliminerebbero dalla Costituzione il “riferimento al diritto alla vita” di madre e bambino, senza sostituirlo con nulla: “sarebbe come un assegno in bianco” nelle mani del governo, libero in futuro di introdurre qualsiasi regime di aborto voglia.

Un messaggio in difesa della vita è giunto anche dal primate cattolico di tutta l’Irlanda, l’arcivescovo Eamon Martin, che ha esortato i membri della Chiesa a diventare “missionari per la causa della vita” in vita dell’appuntamento referendario. Nel suo messaggio pastorale l’arcivescovo ha detto che i cattolici dovrebbero ignorare le “forti pressioni per rimanere in silenzio” e parlare ai loro parenti, amici, colleghi e rappresentanti pubblici sull’importanza di “coltivare il prezioso dono della vita dal concepimento alla morte naturale”.