12 novembre 2018
Chiese locali

Dalla Conferenza episcopale argentina due documenti su sesso, genere e ideologia

Un documento - il secondo in poche settimane - sui temi della sessualità, del genere e della cosiddetta ideologia gender, anche in riferimento al dibattito culturale e politico che si è aperto in Argentina. Lo hanno pubblicato le Commissioni Laici e famiglia, Catechesi, Pastorale della salute della Conferenza episcopale argentina.

“Sesso e genere – si riflette nel documento – sono realtà profondamente connesse, però non sono la stessa cosa. L’esperienza cristiana ci aiuta a custodire e ad armonizzare le diverse dimensioni della persona”. Viceversa, “la cosiddetta ideologia di genere distingue sesso e genere, ma li separa, impedendo così l’integrazione armonica dei vari aspetti della persona umana”.

Se il genere “è una categoria utile per l’analisi culturale, un modo per comprendere la realtà”, il magistero della Chiesa, però, “avverte attualmente il rischio riguardo ad alcune posizioni ideologiche che pretendono di imporsi come un pensiero unico. Tra questa la cosiddetta ‘ideologia di genere’, all’interno della quale il genere è pensato come prodotto di un agire a molte dimensioni, fluido e auto-costruito, a prescindere della biologia”.

In tale contesto, “l’identità personale potrebbe configurarsi a partire dal desiderio autonomo soggettivo di ciascuna persona” e la visione cristiana non può che rigettare tale ideologia. Prosegue il documento: “Siamo però convinti che l’antropologia cristiana possieda un potenziale di umanità sommamente valido per illuminare la ricerca di verità e felicità”.

Il testo riprende e rilancia quanto già scritto dalla Commissione episcopale per l’Educazione e dalla Commissione Laici e famiglia all’inizio di ottobre. In quel caso si ricordava che, dopo il lacerante dibattito sull’aborto dei mesi scorsi, “l’educazione sessuale è oggi sul tavolo del dialogo politico, sociale, culturale ed educativo” in Argentina. Per questo, la Chiesa argentina ha “preso coscienza che si deve ripartire da un’educazione sessuale che sia capace di integrare tutte le dimensioni della persona”. Un compito al quale sono chiamate le famiglie, la scuola (e soprattutto le scuole cattoliche) e tutte le istituzioni educative.

 

Per leggere i documenti integrali: www.episcopado.org