24 agosto 2018
Dublino: Gabriella Gambino

Mettere radici danzando verso il futuro

Oggi il matrimonio e la famiglia cristiana sono sfidati alla radice, ma la consapevolezza dell’identità sacramentale, la certezza che sono radicati in Dio, spinge i coniugi cristiani a prendere forza e a danzare verso il futuro con speranza

Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero per i laici la famiglia e la vita, ha moderato il panel 2 di venerdì 24 agosto riferito al capitolo 6 di Amoris Laetitia dove si invitano gli sposi cristiani a proseguire la danza dell’innamoramento: “La danza proiettata in avanti con quell’amore giovane, la danza con quegli occhi meravigliati pieni di speranza non deve fermarsi” (219). Aiutare le coppie a vivere il matrimonio, fin dall’inizio, come una vocazione, destinata ad abbracciare tutto il tempo della vita è possibile, “perché la famiglia è il luogo dove la fedeltà di Dio si può manifestare in tutta la sua potenza e dove noi, a nostra volta, possiamo essere fedeli a Dio”. Il fondamento della speranza è “Imparare a perdonarsi fin dai primi anni di matrimonio”. Per vivere a questa ‘altezza’ occorre anche la collaborazione della Chiesa: se i pastori devono testimoniare la loro fede nel sacramento del matrimonio, insieme, coniugi e pastori, “dobbiamo tutti essere consapevoli della necessità di essere corresponsabili per il bene della Chiesa, intesa come comunione di famiglie”. La roccia su cui costruire è l’atto di fede nell’indissolubilità dei nostri matrimoni: “abbiamo bisogno di essere sostenuti per vivere con speranza il nostro essere consorti, sapendo di vivere nella medesima sorte di sposi. Dobbiamo poter danzare verso il futuro, non con la leggerezza dell'ingenuità e della superficialità, ma con quell'energia e quella forza, che ci vengono dal saperci uniti in Dio e da Dio per tutta la vita” per lasciare nel mondo un segno di speranza.