16 febbraio 2018
Attività del Dicastero

Ripartire dalla pietà popolare

I vescovi della Bielorussia in visita ad limina

I vescovi della Bielorussia sono stati in visita ad limina al Dicastero e hanno condiviso la testimonianza di una Chiesa che si rialza lentamente dopo essere rimasta piegata da 70 anni di totalitarismo. Che la Chiesa bielorussa sia in piena rinascita, lo dicono chiaramente i numeri: basti pensare che nel 1991, data del disfacimento dell’Unione sovietica e quindi della nascita della Bielorussa a Stato indipendente, si contavano appena 110 parrocchie cattoliche e 60 sacerdoti in tutto il Paese. Oggi la Chiesa bielorussa consta di una arcidiocesi e tre diocesi suffraganee, per un numero totale di oltre 500 parrocchie e altrettanti preti.

Rimane una comunità minoritaria all’interno del Paese (appena il 14%), ma è viva e dinamica. Ne dà prova la grande fioritura di movimenti e associazioni laicali locali sorti in questi ultimi 20 anni. I vescovi hanno riferito della situazione delle famiglie nel loro Paese dove purtroppo un matrimonio su due finisce in divorzio, percentuali che toccano il 70 % tra le giovani coppie. Sul tema della vita, i presuli non si sono limitati a riferire dei numeri allarmanti di bambini mai nati per colpa dell’aborto diffuso. Per alimentare la speranza, hanno illustrato il lavoro che la Chiesa cattolica, in coordinamento con le altre confessioni religiose, compie per porre un argine alla dilagante cultura della morte. Ad esempio, riuscire a ritagliarsi uno spazio, anche se piccolo, per una presenza discreta dei consultori familiari all’interno di alcune cliniche della Bielorussa – dove, fino alla 22° settimana di gravidanza, ogni donna può legalmente chiedere e ottenere un’interruzione di gravidanza –, ha significato per molte donne la possibilità di prendere la decisione di accogliere la vita di loro bambini.

I vescovi hanno assicurato la partecipazione di alcune loro famiglie al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie di Dublino 2018, così come di una rappresentanza dei loro giovani alla GMG di Panama.