28 settembre 2017
Ecuador

Possiamo pensare alle nostre parrocchie in senso laicale

Visita ad Limina dei vescovi dell’Ecuador

Durante la visita ad Limina dei vescovi dell’Ecuador al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, uno dei principali argomenti di discussione è stato quello della partecipazione dei laici alla vita delle parrocchie. Alcuni dei presuli presenti hanno sottolineato come “questo incontro ci aiuta a pensare alle nostre parrocchie in senso laicale. È l'aiuto che ci può dare questo Dicastero”. In particolare si è fatto riferimento a tutti quei fedeli che non vivono all’interno di un tessuto associativo, ma per i quali la parrocchia è il riferimento principale: “Nei loro confronti abbiamo un debito, dobbiamo investire nella formazione”.

Tale impegno appare ancor più necessario visto che, come accade in molti altri paesi, i laici e le famiglie si trovano ad operare in una realtà sempre più problematica. In particolare “la crisi della famiglia si sta accentuando, anche a causa di ideologie estranee alla cultura ecuadoregna e pressioni che vengono dall’estero”.

Mons. Marcos Aurelio Pérez Caicedo, arcivescovo di Cuenca, nell’intervista che pubblichiamo ha parlato di un protagonismo dei laici in molte delle attività della Chiesa e della necessità di un accompagnamento e di un orientamento da parte dei pastori.

In tal senso, durante l’incontro, molti vescovi hanno ricordato l’istituzione, ormai diciassette anni fa, del Celca, Consejo Ecuatoriano de Laicos Católicos, un organismo rappresentativo del laicato nato per dare maggiore risalto alla loro presenza nella chiesa ecuadoregna.

Il card. Farrell ha insistito sull’importanza della formazione dei giovani e delle famiglie ricordando che, come dice spesso papa Francesco, “non stiamo vivendo un cambiamento culturale, ma un vero e proprio cambio epocale” e che dobbiamo essere preparati ad affrontarlo.

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