08 agosto 2018
Vita

Depenalizzazione dell’aborto in Brasile: la Chiesa non ci sta

La denuncia di monsignor Sousa: fake news e cifre gonfiate per orientare l’opinione pubblica

Alcune organizzazioni pro aborto e alcuni giornali hanno cercato di orientare l’opinione pubblica brasiliana, rilanciando cifre gonfiate sul numero degli aborti indotti effettuati ogni anno in Brasile.

È la denuncia di monsignor João Bosco Barbosa Sousa, presidente della Commissione per la vita e la famiglia della Conferenza episcopale brasiliana, contenuta in un articolo che ha diffuso alla stampa in questi giorni di discussione sulla proposta di legge che depenalizza l’interruzione volontaria di gravidanza.

Tra i punti contestati – numeri alla mano – dal presidente della Commissione episcopale per la vita e la famiglia, quanto riportato su un articolo di giornale del 29 giugno scorso, che citava una relazione del Ministero della Sanità ottenuta in esclusiva in cui venivano stimati circa 1 milione e 200 mila aborti all’anno in Brasile.

Alla luce di alcuni semplici calcoli, monsignor Sousa critica l’informazione diffusa dall’IPAS, un’organizzazione che promuove l’aborto a livello internazionale, e dall’Allan Guttmacher Institute, che appartiene a IPPF (International Planned Parenthood Federation), che gonfiano i dati.