08 aprile 2018
Onu

Donne e diritti

Commissione sullo status delle donne: focus su educazione e sviluppo integrale nell’era della colonizzazione ideologica

Le donne, in particolare quelle che vivono nelle zone rurali del mondo, sono state le protagoniste della recente conferenza della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne a New York.

L’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, ha dichiarato che c’è bisogno di fornire alle donne le “condizioni necessarie per fiorire e mettere a frutto il loro potenziale”, e questo da un punto di vista economico “significa garantire eguali diritti nell’accesso a terra, acqua, sementi, contratti legali, mercato e finanze”, ma anche il diritto a essere nutrite e curate in maniera adeguata, e la possibilità di avere una educazione superiore per mettere a frutto i talenti.

Aprendo l’evento sul tema “Promuovere lo sviluppo integrale di donne e ragazze in Africa nell’era della colonizzazione ideologica”, l’arcivescovo ha sottolineato che Papa Francesco ha messo più volte in luce il problema della “colonizzazione ideologica”, ossia la pratica mediante la quale le nazioni, agenzie e fondazioni più potenti e ricche costringono i paesi un tempo colonizzati per via militare o economica ad accettare come condizione per l’assistenza allo sviluppo alcune pratiche riguardanti la sessualità, la vita e la famiglia. E questo è successo soprattutto in Africa.

L’osservatore Auza ha detto che alle Nazioni Unite si discute molto sull’importanza di non lasciare nessuno indietro e bloccare la discriminazione contro donne e persone con disabilità, eppure vengono tollerate grandi violazioni, in particolare gli aborti selettivi a seguito di esami genetici pre-natali che riferiscono informazioni sul sesso e le patologie del nascituro.

All’evento ha preso parte anche Akech Aimba, che si occupa di consulenza post-aborto in Kenya e ha parlato di “bullismo ideologico” da parte delle organizzazioni occidentali che istituiscono “cliniche per aborti illegali” nelle aree rurali del Kenya e addestrano i giovani medici di Nairobi a praticare interruzioni di gravidanza “per ottenere denaro facile”. Inoltre, ha aggiunto Aimba, “per incrementare la clientela per gli aborti, vengono promossi comportamenti sessuali irresponsabili” mediante la contraccezione. Le ha fatto eco Joy Brenda Mdivo, avvocato di Nairobi, confermando che la “colonizzazione ideologica” in Africa avviene anche sotto forma di una “educazione sessuale” che incoraggia i più giovani alla sperimentazione sessuale.

 

Per info e documenti: www.holyseemission.org