31 luglio 2018
Aborto

I vescovi: difendere la vita in ogni sua fase

In Brasile al via il dibattito sulla depenalizzazione dell’aborto

Un appello in difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. Lo lanciano i vescovi brasiliani, in vista della discussione di una proposta di depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza fino alla 12.ma settimana di gestazione.

Il dibattito pubblico sulla proposta – la ADPF, Arguição de Descumprimento de Preceito Fundamental n.442, che chiede la soppressione degli art. 124-126 del Codice Penale in cui l’aborto viene definito un reato – è in programma il 3 ed il 6 agosto presso il Supremo Tribunale Federale. Attualmente nel Paese l’aborto è consentito solo in casi di rischio di morte per la gestante o di gravidanza risultante da stupro: con la nuova normativa, invece, l’aborto sarebbe legalizzato fino alla 12.ma settimana di gestazione.

Intanto, la Commissione per la vita e la famiglia della Cnbb con una nota intitolata “Aborto e democrazia” definisce punti i punti focali: la difesa della vita in ogni sua fase e la tutela del sistema democratico. Riguardo al primo punto, i presuli ricordano che “urge combattere le cause dell’aborto, attraverso l’implementazione di politiche pubbliche che aiutino le donne in modo efficace nel campo della salute, della sicurezza, dell’educazione sessuale, specialmente nelle zone più povere del Brasile”.

“La Chiesa – si legge – ha sempre ribadito che il rispetto della vita e della dignità delle donne deve essere promosso per superare le violenze e le discriminazioni che esse subiscono”. Al contempo, i vescovi ricordano che “la Chiesa va in aiuto dei più vulnerabili tra i vulnerabili: i nascituri indifesi”. Riguardo alla tutela del sistema democratico, i vescovi sottolineano l’importanza del dibattito parlamentare e ricordano che la popolazione ha sempre respinto i tentativi di legalizzazione dell’aborto che si sono susseguiti negli anni. Nonostante ciò, le proposte continuano, proposte che – affermano i presuli – violano “tutte le regole della democrazia, cercando di cambiare le leggi attraverso il potere giudiziario”.