03 giugno 2018
Famiglia e Vita

Le parole di Francesco

Negli ultimi giorni Papa Francesco, nel corso di omelie o incontri, ha più volte parlato di famiglia e vita, temi che il nostro Dicastero segue ovviamente con particolare attenzione.

Nella sua omelia alla messa mattutina a Casa Santa Marta di qualche giorno fa, dove ad ascoltarlo, tra gli altri, c’erano sette coppie che festeggiavano il 50esimo e il 25esimo anniversario di nozze, il Papa ha parlato della bellezza del matrimonio: “Guardate che l’amore è possibile!.E l’amore è capace di fare vivere innamorati tutta una vita: nella gioia e nel dolore, con il problema dei figli e il problema loro… ma andare sempre avanti. Nella salute e nella malattia, ma andare sempre avanti. Questa è la bellezza”.

Di famiglia, e soprattutto del “dialetto della famiglia” Francesco ha parlato ricevendo in Aula Paolo VI il personale della Questura di Roma e della Direzione centrale di Sanità con i familiari e i parenti delle vittime “del terrorismo e del dovere”, circa 6mila persone: una nazione non può reggersi se le famiglie non adempiono al compito di educare ad essere cittadini “leali e onesti”. “La fede, l’amore, fare il bene, si imparano soltanto in dialetto, il dialetto della famiglia, in un’altra lingua non si capiscono. Si imparano in dialetto, il dialetto della famiglia. La buona salute della famiglia – ha aggiunto il Papa - è decisiva per il futuro del mondo e della Chiesa, considerando le molteplici sfide e difficoltà che oggi si presentano nella vita di ogni giorno. Infatti, quando si incontra una realtà amara, quando si fa sentire il dolore, quando irrompe l’esperienza del male o della violenza, è nella famiglia, nella sua comunione di vita e di amore che tutto può essere compreso e superato”.

Infine, parlando alla delegazione della Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici, Francesco ha chiarito  che i medici sono chiamati “ad affermare la centralità del malato come persona e la sua dignità con i suoi inalienabili diritti, in primis il diritto alla vita. Va contrastata la tendenza a svilire l’uomo malato a macchina da riparare, senza rispetto per principi morali, e a sfruttare i più deboli scartando quanto non corrisponde all’ideologia dell’efficienza e del profitto”.