15 giugno 2019
Visite ad limina

Famiglia e giovani: due priorità per la Chiesa in Angola e a São Tomé e Príncipe

La nota di apertura dei Vescovi di Angola e São Tomé e Príncipe in visita ad limina sulla riorganizzazione delle strutture della loro conferenza episcopale rende conto dell’attenzione con la quale seguono gli sviluppi sui temi dei laici, della famiglia e della vita. Infatti, sulla falsa riga della riforma della curia che ha portato alla nascita del nostro Dicastero, anche la CEAST ha adottato un approccio sistemico accorpando le commissioni Famiglia, laici e vita sotto un unico organismo.

La famiglia voluta da Dio – hanno detto i vescovi giunti in Dicastero lo scorso 12 giugno – è violentata in Angola. Così la Chiesa ha incentrato un triennio tutto sulla famiglia (famiglia e sacramento del matrimonio; famiglia e riconciliazione; famiglia e cultura). Concorre allo stesso sforzo di valorizzazione del bene e della missione della famiglia anche la decisione di celebrare le Giornate nazionali della famiglia di volta in volta in una diocesi scelta del Paese. In ogni diocesi, si stanno formando degli agenti pastorali specializzati nell’accompagnamento delle famiglie, e delle giovani coppie in particolare.

E i giovani sono anch’essi al centro dell’attenzione della Chiesa, perché l’Angola è un Paese di giovani. A loro ha dedicato il triennio 2018-2020 sui seguenti temi: Giovani e fede ricevuta; Giovani e fede celebrata; Giovani e fede testimoniata. Sul modello delle GMG, dal 2015 si celebrano anche qui con cadenza triennale le Giornate nazionali della Gioventù. Questo appuntamento si aggiunge alla tradizione consolidata dell’incontro nazionale della gioventù, giunto quest’anno alla sua 24° edizione. I giovani ricambiano questa sollecitudine benedicendo la Chiesa angolana con il loro dinamismo e la loro generosità. Infatti, le vocazioni giovanili sono tali che i seminari non bastano ad accoglierle tutte.

Parlando dei numerosi movimenti e associazioni laicali – da quelli tradizionali alle nuove comunità –, i Vescovi hanno espresso generale apprezzamento per il loro apporto all’evangelizzazione. Hanno tuttavia speso particolari parole di elogio per l’impegno apostolico di PROMAICA, un’associazione nata in seno alla Chiesa dopo la lunga guerra civile che ha insanguinato il Paese. Aperta a tutte le donne angolane senza distinzione, Promaica porta avanti diverse iniziative di formazione e di micro finanza destinate alle donne che, in questo modo, diventano le protagoniste dello sviluppo delle comunità.

Pur facendo parte della stessa conferenza episcopale con l’Angola, la realtà di São Tomé e Príncipe merita un discorso a parte. Infatti, il Paese resta uno dei più poveri del mondo, una situazione che si riverbera negativamente sull’istituto della famiglia e sui giovani. Le ristrettezze economiche offuscano il futuro e seminano disperazione e disagi sociali di ogni tipo. Non sorprende quindi che molti si lascino facilmente sedurre dal radicalismo delle numerose sette che promettono un futuro più roseo, agevolate in questo da una cultura locale feticista. Eppure, nonostante questo quadro dalle tinte fosche, non è venuta meno la speranza. Certo, sul versante economico il settore turistico è assai promettente, ma la migliore risorsa di São Tomé e Príncipe ha un solo nome: i giovani. Infatti, con una popolazione formata al 70% di giovani, il Paese e la Chiesa possono contare sulla loro proverbiale inventiva e il loro coraggio per scrivere pagine inedite della loro storia e invertire qualunque infausto destino.

Infine, a seguito della presentazione delle attività del Dicastero, i vescovi hanno manifestato un vivo interesse per la pastorale dello sport e per la pastorale degli anziani, due temi sui quali hanno chiesto e ottenuto ampie delucidazioni.

Ad Limina Visit - Episcopal Conference of Angola