09 dicembre 2019
Papa Francesco

Famiglie, testimoni e missionarie del Vangelo

Il discorso del Santo Padre ai partecipanti al corso del Tribunale della Rota Romana su tutela del matrimonio e cura pastorale delle coppie ferite

“La Chiesa, quando incontra coppie ferite, prima di tutto piange e soffre con loro; si avvicina con l’olio della consolazione, per lenire e curare; essa vuole caricare su di sé il dolore che incontra. E se, poi, si sforza di essere imparziale e oggettiva nel ricercare la verità di un matrimonio infranto, la Chiesa non è mai estranea né umanamente, né spiritualmente a quanti soffrono”.

Così Papa Francesco si è espresso qualche giorno fa in un intenso discorso ai circa 400 partecipanti al Corso promosso dal Tribunale della Rota Romana incentrato sulla tutela del matrimonio e la cura pastorale delle coppie ferite.

Il Papa ha ricordato che San Paolo paragona il matrimonio cristiano all’unione di Cristo con la Chiesa, suo corpo, che egli ama fino al sacrificio della croce. Pertanto i coniugi cristiani sono chiamati “a camminare con la Chiesa e nella Chiesa, a camminare insieme nella via della santità”, vivendo il matrimonio cristiano come “un cammino di fede”, unione intima degli sposi che sono “le colonne” della Chiesa domestica, ha detto riferendosi al Concilio Vaticano II, ad "Amoris Laetitia" e alla "Familiaris Consortio" di San Giovanni Paolo II.

Nelle comunità parrocchiali e diocesane, ha proseguito, si avverte sempre più oggi la necessità di quel prezioso ministero degli sposi nella Chiesa, “un ministero missionario che annuncia che Cristo è vivo e operante”. “Questo Sacramento non si improvvisa”, ha chiarito Papa Francesco, ma bisogna prepararsi da fidanzati. Infine, l’incoraggiamento ai “pastori, vescovi e sacerdoti, a promuovere, sostenere e accompagnare questo processo, così che la Chiesa si rinnovi diventando sempre più una rete capillare di comunità di famiglie testimoni e missionarie del Vangelo”.