03 novembre 2020
Sport

Sport e pandemia: quattro sessioni per un solo obiettivo

A chiusura del webinar su sport e pandemia, riflessioni e proposte per il futuro.
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Si è concluso con successo il primo webinar dell’era Covid organizzato dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport. La serie di quattro sessioni sul tema “Sport: Ripensare il futuro” ha visto la partecipazione di più di 80 esperti da tutto il mondo e di circa 150 uditori sulla pagina Youtube del Dicastero che trasmetteva le sessioni in diretta streaming.

Le sessioni, molto intense, piene di commenti e di idee, hanno messo in luce quanto la lunga inattività dovuta alla pandemia induca danni fisici e motori nei bambini, negli adulti e negli anziani, e quanto gli aspetti sociali e relazionali di questa pandemia sullo sport siano anch’essi molto evidenti: lo sport implica il rispetto delle regole, dei ruoli specifici, l’integrazione delle diversità, e l’aspetto educativo dello sport deve essere salvaguardato ad ogni costo.

Nella relazione finale tenuta dall’officiale Santiago Perez de Camino, responsabile dell’ufficio sport del Dicastero, si sono individuati i valori necessari affinché si attui un vero ed efficace rilancio dello sport: integrazione e inclusione; formazione; sostenibilità.

Il Dicastero si è proposto, inoltre, per organizzare un convegno internazionale previsto per la fine del prossimo anno sul tema “Sport e fragilità”, per approfondire il valore dello sport davanti alla disabilità e all’emarginazione, a favore dell’inclusione. Un secondo progetto per il futuro è creare un tavolo di lavoro allargato con persone di tutto il mondo, che operano nell’ambito della pastorale sportiva, ma anche nella promozione dei valori attraverso lo sport, per condividere delle buone pratiche che potrebbero essere riprodotte in altri luoghi del mondo e per approfondire alcune tematiche che riguardano il futuro dello sport e di coloro che lo praticano.

Il tutto con un solo obiettivo: mettere la persona al centro delle priorità della pratica sportiva, per salvaguardare la sua dignità e perché sia uno strumento di evangelizzazione per il mondo.