12 maggio 2021
Laici

Rosario Livatino, un modello per l'impegno qualificato dei laici nella vita pubblica

Beatificato ad Agrigento il giovane giudice ucciso dalla mafia all’età di 37 anni
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Il 9 maggio 2021 è stato beatificato Rosario Livatino, un magistrato italiano che Papa Francesco ha definito "martire della giustizia e della fede". Il Beato Rosario, nato nel 1952 a Canicattì in Sicilia, dopo aver completato i suoi studi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo e aver superato il concorso in magistratura, ricoprì vari incarichi fino a quando fu promosso alla carica di giudice a latere del Tribunale di Agrigento nel 1989.

Il carattere integerrimo del Beato Rosario fu particolarmente evidente nel suo lavoro in Tribunale. Nonostante la pressione che la mafia locale e altri gruppi della criminalità organizzata esercitavano sui vari rappresentanti dello Stato e, in particolare, le minacce di morte che gli furono rivolte, il Beato Rosario lottò incessantemente contro la corruzione, ottenendo numerose vittorie su questi gruppi e portando al sequestro dei beni di loro proprietà e a numerosi arresti. La coraggiosa integrità e la dedizione alla giustizia, che  costantemente lo guidarono nel suo lavoro,  furono conosciute da tanti fino al giorno del suo assassinio, all'età di 37 anni, nel 1990, per ordine dei gruppi del crimine organizzato.

La dott.ssa Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita commenta così la beatificazione del giudice Livatino: “Era odiato perché giusto, perché esercitava con mitezza e fermezza insieme la sua professione. Il giovane magistrato viveva da cristiano non solo quando varcava le porte della chiesa, ma quando varcava quelle del Tribunale: una vita unificata la sua, vissuta sotto il segno della “tutela di Dio”, come amava appuntare su alcuni effetti personali. Un martire silenzioso dei nostri giorni, che ha vissuto il suo lavoro come luogo in cui essere testimone di Gesù Cristo e del Vangelo. In Rosario Livatino abbiamo un modello cui ispirarci per un impegno qualificato dei laici nella vita pubblica.”

Il Beato Rosario è  per noi oggi un esempio eroico del modo in cui i cristiani sono chiamati a vivere e a testimoniare la loro fede in mezzo al mondo. In un tempo in cui  il male della mafia veniva ignorato per paura o per interessi personali, Rosario Livatino rifiutò di piegarsi all'indifferenza o all'egoismo. Non esitò, anche a costo della vita, a schierarsi  in difesa della verità e a proteggere le vittime delle organizzazioni malavitose..

Il Beato Rosario rappresenta quindi il tipo di santità quotidiana che Papa Francesco incoraggia nella Gaudete et Exultate, che si “trova nei nostri vicini di casa, coloro che, vivendo in mezzo a noi, riflettono la presenza di Dio” (GE 7). Siamo tutti chiamati ad essere santi nelle nostre famiglie, tra i nostri amici e sul posto di lavoro “vivendo la nostra vita con amore e dando testimonianza in tutto ciò che facciamo, ovunque ci troviamo” (GE 17).