24 agosto 2018
Incontro mondiale famiglie

Coniugi Fraga (anglicani), “tanti cuori guariti diventando parte della nostra famiglia”

“Nel matrimonio troviamo un sacramento o un ‘segno’ della presenza reale di Gesù nel mondo. Penso che molto presto nel nostro matrimonio abbiamo iniziato a capire l'impatto della nostra relazione sulle altre persone”. Lo ha detto Nadia Fraga, intervenuta con il marito Tony stamattina nel panel dedicato al matrimonio, alla famiglia e alla ricerca dell’unità cristiana, nell’ambito dell’incontro mondiale delle famiglie, in corso a Dublino. Ricordando la loro attenzione per le altre coppie, i coniugi Fraga hanno detto di aver aperto le porte della loro casa e di averla trasformata in “un punto di ancoraggio, una costante nella vita delle persone che condividono la vita con noi”. “Forse la cosa più importante è che la nostra casa continua a ospitare un grande tavolo dove c'è sempre spazio per qualcun altro. Abbiamo visto molti cuori guariti semplicemente permettendo loro di diventare parte della nostra famiglia”. Un’attenzione rivolta a “persone di ogni ceto sociale”. “Parliamo molto dell'idea di accompagnamento - hanno raccontato i coniugi -. La nostra famiglia ha amato persone che provengono da altre fedi, persone senza alcuna fede, quelle con attrazione per lo stesso sesso e tutti gli altri. La bellezza della casa è che spesso può essere ‘senza marchio’”. Tra le difficoltà riscontrate da molti nel comprendere quest’apertura della famiglia e della casa dei coniugi Fraga, Tony ha indicato quella di “vederlo come un programma che richiede ‘presenze’ regolari, si avverte un grande senso di inadeguatezza. Ma questa non è la verità su di noi o sulla nostra situazione”. “In realtà, non stiamo facendo un programma, ma viviamo una vita che è alimentata dallo Spirito Santo e dalla grazia di Dio Padre – ha affermato Tony Fraga -. Dio vive attraverso il nostro matrimonio, anche se io e Nadia siamo lontani dall'essere perfetti. Prende la nostra casa imperfetta, i nostri bambini imperfetti, le nostre vite imperfette e ci mostra come essere disponibili agli altri includendoli nella regolarità della nostra vita quotidiana”.