22 agosto 2018
Dublino: Teresa Kettelcamp

Dignità e sicurezza nell’era digitale

Parla un membro della Pontificia Commissione per la Tutela del Minori: “Chi ha capacità di aiutare, allora ha la responsabilità di aiutare”

“Internet può essere una porta verso il bene o verso il male. L’International Telecommunication Union, agenzia delle Nazioni Unite, ha stimato che a giugno 2017 il 51% della popolazione mondiale ha avuto accesso a Internet: si tratta di circa 3,2 miliardi di persone, tra cui 2 miliardi nei Paesi in via di sviluppo, inclusi 89 milioni nei Paesi meno sviluppati”.

È partita dalle cifre, l’analisi condotta da Teresa Kettlecamp, membro della Pontificia Commissione per la Tutela del Minori, nel suo intervento alla tavola rotonda sul tema “Dignity and Safety in a Digital Age: Facing a New Challenge for Families”.

“Se ci sono molti usi buoni e positivi di Internet – ha spiegato – si deve rilevare anche la presenza del male: pornografia infantile, estorsione e sfruttamento online, traffico sessuale, cyber-bullismo e minacce, revenge-porn (vendetta a sfondo pornografico con la diffusione di immagini intime una volta che il rapporto tra due persone si è concluso, NDR), sexting (trasmissione di immagini intime online su chat private, NDR), presenza di predatori online”.

Cosa possiamo fare? “La risposta – ha spiegato – può venire dai principi ispiratori della nostra Fondazione per la protezione universale dell’infanzia: anzitutto, la vita è sacra, perché tutti siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine; inoltre, se crediamo in quello in cui diciamo di credere e se crediamo in quello che la Scrittura afferma e questo agisce sulle nostre convinzioni, noi potremmo porre fine all’abuso, alla povertà, al razzismo, al bullismo, all’odio, per nominare solo alcuni mali. Chi ha capacità di aiutare, allora ha la responsabilità di aiutare”.