17 aprile 2018
Vita

Il Movimento per la Vita: “Il concepito è uno di noi”

Marina Casini Bandini sulla rimozione del manifesto contro l’aborto a Roma: "Non raccontava una favola"

“La difesa dell’innocente che non è nato […] deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo”. Così si esprime Papa Francesco nella recentissima esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”.

Sulla stessa linea, richiamando quanto già affermato da Corte Costituzionale, Comitato nazionale per la bioetica e Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, la presidente del Movimento per la Vita italiano, Marina Casini Bandini, scrive in una lettera all’indomani della rimozione del manifesto affisso da Pro-Vita a Roma.

“Il Comitato nazionale per la bioetica, per tre volte – chiarisce Casini – ha ripetuto che il concepito è un essere umano a pieno titolo, è uno di noi; […] e nel preambolo della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo i bambini non ancora nati sono equiparati a quelli già nati”. Infine, ricorda, “nel 1988, 400 docenti universitari, tra cui 16 rettori di università, firmarono la petizione rivolta al Parlamento Europeo che chiedeva il riconoscimento della dignità umana del concepito; nel 2016, 10mila medici hanno testimoniato, dinanzi alla Commissione petizioni del Parlamento Europeo, che il concepito è un soggetto umano. Dunque il manifesto rimosso – conclude la presidente del MpV - non raccontava una favola”.