16 marzo 2018
Ad limina

Un Chiesa plurale attraversata da sfide comuni

I vescovi latini della regione araba in visita al Dicastero

Qualche giorno fa i vescovi latini delle regioni arabe (CELRA) hanno fatto visita al Dicastero nell’ambito della loro visita ad limina.

Provenivano da Israele, Giordania, Palestina, dai Paesi della Penisola Arabica (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Oman, Qatar, Yemen), dalla Siria, Libano, Cipro, Egitto, Gibuti e Somalia.

Per la sua stessa configurazione, questa conferenza episcopale racchiude una grande diversità di situazioni e riti che rende la testimonianza plurale, e uno dei tratti che accomuna tutti questi paesi è che la Chiesa è spesso un’esigua minoranza, formata perlopiù da piccole comunità. In molti casi, la comunità cristiana è costituita quasi esclusivamente da migranti stranieri che soggiornano nel paese per motivi di lavoro o di studio, un fenomeno reso ancora più lampante dall’emigrazione di molti cristiani nativi, spesso spinti dalle persecuzioni e ristrettezze di varia natura a lasciare il loro paese per trovare una terra più accogliente altrove. Un altro tratto distintivo di queste chiese è il contesto religioso dominato dalla fede islamica e ebraica (nel caso di Israele), e il generale clima sociale e politico segnato dalla violenza.

È naturale quindi che i vescovi abbiano da tempo posto a tema la questione dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso con l’intento di rafforzare la convivenza pacifica e fraterna tra le comunità che ci vivono. Hanno anche particolarmente a cuore la sorte dei giovani e la pastorale a loro consacrata è piuttosto capillare e generalmente ben organizzata a tutti i livelli. Ne dà prova l’ingente sforzo economico e pastorale profuso per permettere loro di partecipare ad ogni edizione delle Giornate Mondiali della Gioventù: “Per i nostri giovani – hanno detto i presuli – uscire dai nostri paesi è una boccata d’ossigeno salutare perché possono toccare con mano cosa significa la Chiesa. Si sentono meno soli e meno isolati quando ritornano a casa”. Anche quando non è possibile raggiungere il luogo della GMG, i raduni locali come quello di Aleppo, celebrati in concomitanza con la GMG internazionale, consentono ai giovani di sperimentare lo stesso quel clima e quel senso di appartenenza alla Chiesa.

Quanto ai laici, sono generalmente piuttosto ben formati e partecipano attivamente alla vita della Chiesa. Tuttavia i presuli hanno lamentato in alcune realtà la loro scarsa formazione politica ed evidenziato la necessità di un aggiornamento dei programmi formativi a loro destinati. Infine, sul capitolo della pastorale familiare, i presuli hanno riconosciuto che la famiglia è ancora tenuta in grande stima da molti giovani, è generalmente molto unita e si verificano solo di rado casi di divorzio.

Qui, a differenza di molte altre aree del mondo, il fenomeno delle convivenze è piuttosto circoscritto ma la stabilità del legame familiare è ugualmente messa a repentaglio dalle guerre e dalle esigenze di lavoro che dividono le famiglie. Diverse associazioni e movimenti, come Couples for Christ e les Équipes Notre Dame, lavorano al fianco delle famiglie per aiutarle a sormontare queste difficoltà.

 

Ad limina visit of Latin Bishops of the Arab Regions