29 dicembre 2020
Famiglia

Una pastorale vicina ai genitori e ai giovani

L’intervento del sottosegretario Gambino su “Vita Pastorale” a commento del XV Rapporto Cisf
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“La Chiesa può ripensare la pastorale familiare con coraggio e una creatività capace di renderla aderente ai bisogni della realtà. Il punto è ripensare i presupposti che possono fare della famiglia, solidamente fondata sul matrimonio, non il risultato casuale e incerto della scelta di singole persone che con audacia si lanciano nell’avventura familiare, affrontando da sole le sfide devastanti di una società che le scoraggia in tutti i modi a credere nel proprio progetto familiare, ma l’esito di un ‘sì’ a una vocazione, a una chiamata personale e di coppia alla felicità”.

Con queste parole il sottosegretario del nostro Dicastero, Gabriella Gambino, ha sottolineato, in un intervento sul numero di dicembre della rivista “Vita Pastorale”, l’esigenza di agire efficacemente nella pastorale familiare in due ambiti specifici: la preparazione al matrimonio e l’accompagnamento dei genitori nell’educazione dei figli.

Il sottosegretario, commentando l’ultimo rapporto Cisf su “La famiglia nella società post-familiare”, ha evidenziato l’importanza di educare i giovani sin da bambini alla fede e a sentire la presenza di Cristo aiutandoli a riconoscere la bellezza della vocazione nuziale proprio per condurli con amore al matrimonio e alla gioia piena di avere poi dei figli. “Sposarsi è una vocazione – assicura Gambino – che implica la consapevolezza della relazione profonda tra la propria fede e il sacramento del matrimonio proprio perché, come dice Papa Francesco in Amoris Laetitia, ‘oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti, è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture (AL 307)’”.