19 luglio 2022
Bioetica

Per un’autentica cultura della vita umana

In formato e-book il «Manuale di Bioetica per i giovani»
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© L'Osservatore Romano, 19 luglio 2022 – A chiusura dell'Anno "Famiglia Amoris Laetitia" e a pochi giorni dal X Incontro Mondiale delle Famiglie, l’app Keys to Bioethics - Manuale di Bioetica per i Giovani, realizzato dalla Fondazione Jérôme Lejeune e dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita della Santa Sede - lanciata durante la GMG di Panama nel 2019 - viene ora pubblicata in formato e-book in 4 lingue (italiano, inglese, spagnolo e portoghese. A breve sarà disponibile anche in francese).

Realizzato con la Divisione Servizi Web del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, sulla scia di una efficace collaborazione inter-dicasteriale, l’e-book viene oggi riproposto per consentirne una ulteriore diffusione nel mondo, tra le famiglie, nelle parrocchie e nelle comunità. Il Manuale di Bioetica, infatti, intende presentare in maniera obiettiva ai bambini e ai ragazzi le grandi domande della Bioetica, che sorgono in ciascuno di noi innanzi ad un progresso scientifico-tecnologico rapido, straordinario, ma che sovente ci disorienta. Aderendo ai principi della scienza e della ragione umana, esso si propone di aiutare a dare risposte semplici, a partire da informazioni tecniche precise e rigorose, che la fede cristiana ricolma di significato, su temi come la fecondazione artificiale, l’aborto o l’eutanasia. “Con il Manuale di Bioetica desideriamo offrire ai giovani di tutto il mondo uno strumento pratico e attuale per rispondere ad alcune delle domande che si annidano nella loro mente di fronte alle grandi sfide provocate dal progresso scientifico e tecnologico. Risposte chiare, semplici ma esaurienti, che possano aiutare i giovani a cogliere la verità sulla bellezza e l’unicità di ogni vita umana”, ha scritto il Card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, nell’incipit del volume.

Saper parlare con i ragazzi di questioni di bioetica, oggi, è fondamentale. Fin dagli anni Settanta del secolo scorso, la bioetica si è posta come un tentativo di riflessione e di risposta alle grandi sfide morali sollevate dal progresso tecno-scientifico, in relazione all’esistenza umana. La natura, da orizzonte di senso del nostro vivere, ossia da mater, in breve tempo si è trasformata in materiale manipolabile e, gradualmente, il trionfalismo dell’uomo moderno, di fronte al potere crescente sul mondo e sulla vita, si è trasformato in un senso di disagio, soprattutto per la difficoltà di individuare criteri chiari e condivisi per orientare ogni possibilità di trasformazione e selezione dell’esistente. Oggi, più che mai, le questioni di bioetica sono definitivamente entrate nelle nostre case. Complici le legislazioni che, ovunque nel mondo, stanno cercando di regolamentare tutto ciò che la scienza rende possibile, nel nome del diritto alla libera scelta dei cittadini, pratiche sociali come l’aborto, la fecondazione artificiale, la selezione degli embrioni e dei feti prima della nascita, l’eutanasia, ma anche questioni come i trapianti di organi, l’uso delle cellule staminali e l’inizio della vita umana richiedono delle spiegazioni accurate, delle risposte che siano in grado di aiutare i bambini e i giovani a ragionare, nella verità, su temi che mettono in gioco la loro capacità di cogliere il senso e il valore di ogni vita umana, la bellezza della persona - a prescindere dallo stadio di vita e dalla condizione fisica - ma anche il valore della scienza, quando si può tradurre in mezzo per promuovere la solidarietà nei confronti dei fragili e dei piccoli. Conoscere i dati della scienza e comprendere quelle dimensioni proprie dell’humanum, che conferiscono dignità profonda ad ogni persona - come la sessualità, la maternità e la paternità, il dono dei figli, la famiglia come luogo naturale in cui prende forma la vita - è fondamentale per aiutare i nostri ragazzi a formulare dei ragionamenti critici fondati sulla retta ragione, per potersi destreggiare nel mare magnum delle proposte culturali e scientifiche del nostro tempo.

Negli anni Novanta, un bioeticista americano – H. Tristram Engelhardt jr. - introdusse l’espressione, poi divenuta di moda, degli “stranieri morali”: con essa intendeva riferirsi alla situazione degli uomini d’oggi, costretti a vivere gli uni accanto agli altri senza poter comunicare sul piano dei valori, nel nome di un individualismo etico esasperato. Ciascuno con il suo linguaggio etico, incomprensibile ed incomunicabile. Eppure, lasciandoci guidare dal magistero della Chiesa, dall’antropologia cristiana e dalla verità scientifica sulla meraviglia della vita umana, possiamo aiutare i ragazzi a scoprire che l’individualismo etico non è il fondamento epistemologico da cui dobbiamo e da cui possiamo partire, perché a ben vedere, gli stranieri morali non esistono: lo straniero morale, infatti, non è una categoria antropologica, né filosofia o teologica, perché i valori morali, se sono valori autentici, sono sempre condivisibili e comunicabili. Ciò è vero per la vita umana in sé e per sé, per l’uguaglianza ontologica tra tutti gli esseri umani, per la fraternità universale, per la giustizia come dovere originario di riconoscere all’altro ciò che gli spetta - in quanto essere umano - affinché riconosca lo stesso anche a me. Quando si impara a ragionare rispettando la vita umana sempre, ossia ogni persona, piccola, debole, fragile che sia, non esistono gli stranieri morali. E lo sappiamo per esperienza.

Con il Manuale di Bioetica la speranza è di aiutare i genitori e gli educatori ad avviare un dialogo intenso, profondo con i ragazzi, che non si limiti - come spesso purtroppo accade a scuola - a descrivere quel che la scienza può fare, ma che li accompagni in una riflessione accurata, attenta ai valori già presenti, ma spesso ancora nascosti, nel loro cuore e nelle loro coscienze. Aiutiamo i nostri figli a custodire questi valori, a percepirli dentro di sé, a farli fiorire per viverli e condividerli, contribuendo così a costruire società tecnologicamente avanzate, ma rispettose dell’ordine della natura, della vita umana e del creato. Può essere un primo passo per coltivare insieme – famiglie e comunità - un’autentica cultura della vita umana.

Gabriella Gambino

Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita