08 novembre 2017
Paraguay

I vescovi e la scommessa sui giovani

La formazione per le nuove generazioni e per la famiglia al centro della sollecitudine pastorale nelle chiese del paese latinoamericano

Sono i giovani la chiave di volta per la lotta contro le piaghe sociali che umiliano il Paraguay. Ne sono convinti i vescovi del paese latinoamericano che hanno scommesso su di loro con un piano di formazione della durata di tre anni, annunciato lo scorso anno al Santuario mariano di Caacupé. Formazione e attività che se, da una parte, hanno l’obiettivo di far crescere i giovani di parrocchie e movimenti perché diventino adulti impegnati e maturi, dall’altra saranno di aiuto per combattere le piaghe sociali del Paraguay e renderlo un paese più onesto e solidale.

I vescovi delle quindici circoscrizioni ecclesiastiche del paese, giunti a Roma per la visita al soglio di Pietro, e che nella mattina di lunedì 6 novembre sono stati ricevuti da papa Francesco, nel pomeriggio di martedì hanno fatto sosta al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. La fotografia che hanno mostrato della Chiesa nel loro paese è quella di una realtà variegata, dove si fanno sentire gli effetti della secolarizzazione e dove si percepisce sempre più la frattura tra fede e vita. Laici molto impegnati all’interno della Chiesa, ma la cui formazione all’impegno nei contesti sociali e politici va continuamente promossa e sollecitata. Una sfida che i vescovi cercano di affrontare con formazione biblica, sul magistero dei papi e sulla dottrina sociale della Chiesa.

Lo sguardo attento dei vescovi si volge inoltre verso la famiglia, altra priorità della loro sollecitudine pastorale. Anche a questa realtà è stato dedicato un triennio intenso di formazione e attività, culminato con la visita del Santo Padre nel paese nel 2015. E i frutti si sono cominciati a cogliere quando si è registrato un maggiore coinvolgimento delle famiglie nella vita delle Chiese locali, un segnale importante in un paese dove è molto alta la percentuale di matrimoni civili, rispetto a quelli sacramentali. Nella formazione al sacramento del matrimonio i vescovi si avvalgono anche dell’aiuto di quelle associazioni e movimenti che hanno la famiglia al centro del loro carisma, anche se sottolineano con decisione che la preparazione all’unione sponsale comincia con il battesimo, e quindi con quella formazione remota che sono solo le famiglie, e spesso le nonne, a poter garantire.

A seguito del triennio delle famiglie, sono stati i giovani stessi a proporre un triennio analogo per loro, come spiega il vicepresidente della Conferenza dei vescovi del Paraguay, mons. Ricardo Valenzuela, nella video intervista rilasciata al termine della visita.

 

Ad limina Visit Paraguayan Episcopal Conference