30 gennaio 2017

Una parrocchia di periferia per il Cardinale Farrell

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La parrocchia che papa Francesco ha assegnato al card. Farrell si trova in periferia: è l’ultima della diocesi di Roma, che poche decine di metri dopo la chiesa di San Giuliano Martire lascia il posto a quella di Porto e Santa Rufina. Il suo territorio, che si snoda accanto alla via Cassia, è segnato da una significativa presenza di immigrati che abitano spesso in costruzioni abusive che si alternano a comprensori di gente benestante.
È questa la comunità che ieri ha accolto il card. Farrell nella presa di possesso della Diaconia di San Giuliano Martire in occasione della sua memoria liturgica. In un clima festoso e solenne, accompagnati da musiche composte per l’occasione, in tanti hanno dato il benvenuto al nuovo cardinale titolare. “È questa la mia parrocchia romana!” ha esclamato Farrell per significare il suo legame con la comunità di San Giuliano. E, dopo aver ricordato che il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita è quello che si occupa dei giovani e delle giornate mondiali della gioventù, ha aggiunto: “E San Giuliano era proprio un laico e un giovane! Un giovane originario della Dalmazia che venne in Italia spinto dal solo desiderio di annunciare il Vangelo e di testimoniare Cristo con la sua vita, andando incontro perfino al martirio pur di rimanere fedele al suo Battesimo. La sua figura m’incoraggia a pensare che anche oggi ci sono molti laici, e molti giovani, entusiasti della loro fede, pronti ad affrontare tanti sacrifici per essere coerenti con la loro fede e per portarla agli altri”.

La festa è continuata, dopo la celebrazione dell’eucarestia, con un incontro fraterno con le tante famiglie dei parrocchiani.

 

Take of possession of the diaconate of San Giuliano Martyr by card. Kevin Farrell