13 ottobre 2018
Chiese locali

Dopo il referendum sul matrimonio, l’opinione del vescovo greco-cattolico Claudiu Pop

“Al di là del risultato, dobbiamo riflettere sul fatto che un apparente fallimento può rivelarsi carico di speranza”: sono le parole del vescovo greco-cattolico Claudiu Pop, vicario del cardinale di Blaj, all’indomani del mancato raggiungimento in Romania del quorum nella consultazione sulla famiglia e i “matrimoni” omosessuali.

“Innanzitutto abbiamo visto come provvidenziale – e nuova –  la collaborazione tra le varie chiese qui in Romania. Siamo stati uniti per un comune scopo e questo ci deve far riflettere anche per il futuro sulla possibilità dell’ecumenismo davanti alle sfide comuni, che non si manifesti solo in occasioni come queste, in appuntamenti internazionali o per una bella foto ma sia un incontro vero, fraterno e che vada al di là degli interessi immediati. Abbiamo dimostrato che si può fare. Spero – prosegue – che i capi delle chiese ortodossa, cattolico-latina e greco-cattolica capiscano che davanti alle sfide dobbiamo superare i nostri piccoli disagi anche storici, reali, perché passare oltre non è solo una possibilità ma una necessità per tutti”.

“Questo apparente fallimento del referendum – conclude il vescovo – ci ha insegnato che dobbiamo parlare di più della famiglia: abbiamo scoperto un vuoto preoccupante nei dibattiti, nelle interviste, nei fedeli, e spesso non sappiamo di cosa parliamo. La sfida per tutte le chiese è rinnovare il messaggio cristiano e spiegare alla gente la bellezza e la verità sul matrimonio”.