30 gennaio 2020
Anziani

Focus sulla famiglia

La seconda sessione del Primo Congresso Internazionale “La ricchezza degli anni”

“Il binomio anziani e famiglia è fondamentale per comprendere il fenomeno dell’invecchiamento di una popolazione sempre più numerosa, purché si chiarisca che quando si parla di famiglia si fa riferimento alle generazioni che la compongono e non solamente alla famiglia con cui si co-abita”. Donatella Bramanti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha aperto così all’Augustinianum la nuova giornata di lavori del Congresso “La ricchezza degli anni”. La sessione mattutina si è incentrata sul tema “La famiglia e gli anziani”: “Gli anziani – ha detto Bramanti – oggi costituiscono una importante risorsa sia all’interno delle famiglie che della società nel suo complesso, a patto che riescano a vivere la transizione in maniera positiva, insieme alle persone che stanno loro intorno. Per questo – ha spiegato – è importante osservare da vicino come le famiglie percepiscono questa fase, come si stanno progressivamente avvicinando, quali sono i segnali premonitori (se sono leggibili) di questa nuova condizione. Infatti è solo se si riesce ad avvertire il disagio come una nuova sfida per un cambiamento – ha concluso – che può avviarsi un periodo di ricerca di un nuovo equilibrio”.

Certa che “la convivenza tra età diverse non si improvvisa” si è detta Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari: “Si tratta – ha spiegato –  di un cammino di apertura al dialogo che deve affascinare in modo sempre nuovo anche gli adulti, come un’educazione permanente. Si basa sulla comprensione, che è una luce perché dà senso alla vita e spalanca nuovi orizzonti”. In tutto ciò, secondo la presidente Voce, “il richiamo del Papa a superare l’indifferenza e a rivolgere uno sguardo di stima gli uni verso gli altri - i giovani verso gli anziani e viceversa -, al di là di pregiudizi e luoghi comuni, ha fatto opinione e indica un reale segno dei tempi”.  

Infine, Maria Voce ha delineato alcune “vie da percorrere” nell’ottica del dialogo tra le generazioni: “Uscire da pregiudizi e stereotipi, affrontare la sfida di schemi non prestabiliti, promuovere una condivisione dinamica e vivere la reciprocità”.

Monique Bodhuin, presidente di "Vie Montante Internationale", ha sottolineato come gli anziani siano “testimoni, custodi e depositari delle radici della fede presso le giovani generazioni e nella società in generale. Al contempo, sono destinatari dell'attenzione pastorale della Chiesa, che deve assumersi l'impegno di convertirli e assisterli con amore per farli uscire dalle periferie esistenziali della loro esistenza". Infine, la presidente si è soffermata sull'evangelizzazione, "un cammino da fare insieme, all'insegna della relazione e dell'incontro".

Della necessità di “incoraggiare la preghiera all'interno delle nostre famiglie” ha parlato Catherine Wiley, presidente della Catholic Grandparents Association, nel corso della tavola rotonda mattutina: “Questo li aiuterà a trovare modi per nutrire rispetto e amore reciproci e un'apertura a ricevere dai nostri anziani i doni della loro saggezza ed esperienza. La tecnologia oggi, sebbene a volte invadente, può essere il collegamento cruciale se le famiglie sono separate dalla distanza”.

Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, ha detto che “le leggi sulla famiglia dovrebbero farle gli anziani e i bambini. Un popolo è tale se non lascia indietro i più deboli o peggio ancora li accompagna ad una morte prematura volontaria. Una società è pienamente umana se si prende cura dei deboli, dei malati, dei sofferenti e canalizza le risorse verso queste famiglie che hanno al proprio interno malati, anziani a volte anche terminali. Lo scandalo dei privilegi e degli sprechi – ha proseguito – deve essere cancellato a favore di questa parte della società per essere dalla parte di chi non ce la fa a cavarsela da solo”. Ramonda ha auspicato che ogni anziano “possa trascorrere la vecchiaia a casa propria e con la loro famiglia, incentivando la domiciliarità, il sostegno economico educativo; qualora non fosse possibile, sviluppando l’affidamento familiare per fare sì che l’anziano diventi il nonno recuperando un ruolo e la possibilità di amare e sentirsi amato. Gli anziani – ha concluso – sono le nostre radici, i custodi della memoria, della storia, l’anello di congiunzione del ciclo vitale”.

International Elderly Congress - Second day