Giovani

Giovani in Dialogo. La fraternità come legame di pace

Al Sermig di Torino, un incontro promosso dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso per discutere di pace e fraternità
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“Giovani in Dialogo. La fraternità come legame di pace” è il tema dell’incontro che si è svolto dal 6 all’8 marzo a Torino, presso l’Arsenale della Pace (sede del Sermig), promosso dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso in collaborazione con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Circa un centinaio di giovani provenienti da diverse parti del mondo si sono riuniti per discutere di pace, disarmo, dialogo e fraternità in questo tempo difficile e buio.

Tra gli ospiti relatori, è intervenuto  il dott. Gleison De Paula Souza, Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

De Paula Souza ha sottolineato come la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), raduno che ha preso avvio nel 1985, voluto da papa Giovanni Paolo II, sia un’esperienza concreta di incontro tra giovani con Cristo e tra di loro. I giovani sono testimoni di un modo nuovo di stare al mondo: il desiderio di senso, pace, giustizia, un vero laboratorio di fraternità che si rafforza nella GMG.

De Paula Souza: la GMG non è solo un evento, ma è un messaggio che si trasforma in scelte di pace

I giovani, ha continuato De Paula Souza, vivono quotidianamente il pluralismo e il dialogo per loro non è un concetto astratto, ma un’esperienza quotidiana. La fraternità è una scelta che ai giovani chiede di costruire ponti. Anche Papa Leone XIV ha richiamato più volte che il dialogo è un cammino del cuore, le religioni sono chiamate a essere ponti, perché la fede genera pace. La GMG è scuola di umanità, un segno contro corrente: l’altro non è una minaccia, ma un dono. I giovani, attraverso questa esperienza di fede, portano nella vita quotidiana la dimostrazione che un mondo diverso è possibile. Riconoscendo le differenze e dialogando insieme, la fraternità è possibile. “La GMG”, ha concluso De Paula Souza, “non è solo un evento: è un messaggio. Un messaggio che dice al mondo che la fraternità è possibile. E forse è proprio questo il compito affidato ai giovani oggi: essere segno vivente di un dialogo che non rimane scritto su carta, ma si trasforma in vita, in gesti, in scelte di pace”.

La pace è possibile quando nel cuore abita la fraternità

Molti sono stati i relatori intervenuti alla tre giorni di incontri. Oltre al saluto inziale del cardinale Repole, Vescovo di Torino, e alle conclusioni del cardinale George Koovakad, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso,  vi è stato l’intervento del cardinale Americo Aguiar, vescovo di Setubal, Portogallo, e già coordinatore generale della GMG di Lisbona 2023. Aguiar ha ricordato che la fraternità non è immediata, ma non è neanche impossibile nè un desiderio di pochi illusi. Anche Papa Francesco, ha detto Aguiar, ricordava che nella Chiesa c’è spazio per tutti, non solo per i cattolici. La GMG offre la possibilità a tutti di fraternità, di stare insieme, di costruire un mondo migliore, di condividere la fede, la gioia. Secondo il Cardinale Aguiar, si tratta di impostare i nostri rapporti in chiave di fraternità: la pace è possibile quando nel cuore abitano la pace e la fraternità.

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Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) è un'organizzazione di volontariato fondata a Torino nel 1964 da Ernesto Olivero insieme alla moglie Maria e a un gruppo di giovani. Nato con l'obiettivo iniziale di sconfiggere la fame nel mondo attraverso progetti di giustizia e sviluppo, l'ente si è evoluto in una realtà di solidarietà globale che ha realizzato oltre 3.700 progetti in 155 nazioni. L’Arsenale della Pace è la sede del Sermig. È uno spazio nato per scopi militari e diventato, dal 1983, un laboratorio concreto di solidarietà e convivenza, un chiaro segno: anche ciò che nasce per dividere può essere trasformato in uno strumento di pace.

11 marzo 2026