Assemblea Plenaria
III Assemblea Plenaria: offrire ai laici una formazione alla vita cristiana di base
L'apertura del Prefetto, Card. Kevin Farrell, sull'urgenza della formazione e sulla cura degli incontri mondiali
L’urgenza della formazione cristiana dei laici e la cura degli incontri mondiali, perché “siano esperienze autentiche di incontro con Gesù Cristo”: sono gli argomenti sui quali si è soffermato, questa mattina, 4 febbraio, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, nella relazione introduttiva alla terza Assemblea plenaria del Dicastero, che si svolge fino al 6 febbraio presso la Curia generalizia dei Gesuiti, a Roma. Il tema della tre giorni, “una riunione di ascolto e di condivisione”, è “Finché sia formato Cristo in voi” (Gal 4,19): La formazione dei laici alla vita cristiana e l’esperienza degli Incontri Mondiali”.
Una formazione del cuore
Dopo avere ripercorso il cammino di questi anni del Dicastero, che è stato costituito nel 2016, il porporato, a proposito della formazione cristiana dei laici, ha sottolineato che oggi “c’è particolarmente bisogno” di una “formazione ‘di base’”, ossia di una “formazione alla vita cristiana”, per far fronte “alla crescita spaventosa del numero di persone che non conoscono affatto Gesù Cristo”. Serve una “formazione del cuore” che coinvolga tutta la vita, ha detto, poiché all’origine della vita cristiana “c’è l’incontro con la persona di Gesù Cristo”, il quale “prima cambia il cuore dell’uomo”, poi “la sua mentalità, quindi “converte il suo comportamento quotidiano” e dunque “tutta la sua vita”.
Percorsi di evangelizzazione e catechesi
La soluzione ai problemi della Chiesa non è “cambiare le strutture”, “i principi della dottrina o della morale cattolica”, tutte queste cose non “riporteranno le persone a Messa, o faranno rifiorire le vocazioni, o riavvicineranno i giovani alla Chiesa”, ha affermato il cardinale Farrell. E' necessario invece che “ogni Chiesa locale, ogni diocesi, ogni singola parrocchia” offra “in modo permanente, percorsi di evangelizzazione e catechesi, di primo annuncio, di iniziazione cristiana, di formazione alla fede, di accompagnamento nella crescita spirituale”. Ricordando, inoltre, che nella Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza Leone XIV ha sollecitato una formazione cristiana che abbracci “l’intera persona: spirituale, intellettuale, affettiva, sociale, corporea”, il porporato ha incoraggiato “catechesi vive e kerigmatiche, introduzione alla vita sacramentale della Chiesa, celebrazioni liturgiche, introduzione alla vita di preghiera, verifica della vita alla luce della Parola di Dio, momenti di confronto e dialogo, esperienze di fraternità, esperienze di servizio e di carità, esperienze missionarie”. Tutto ciò in una collaborazione sinergica “di tutte le componenti ecclesiali: pastori, laici, famiglie, celibi, consacrati, laici associati, movimenti, gruppi giovanili, strutture e programmi parrocchiali, come anche programmi online e “apostoli del web””
Formare famiglie e sposi
Il prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha insistito in particolare sulla necessità della formazione cristiana e dell’accompagnamento delle famiglie e degli sposi, emersa anche ascoltando i vescovi nelle visite ad limina e i diversi interlocutori del Dicastero. “Occorre offrire alle famiglie opportunità di formazione alla spiritualità coniugale, alla vita matrimoniale, alla preghiera famigliare, alla trasmissione della fede ai figli”, ha indicato, suggerendo che a guidare siano principalmente di coppie di sposi “che, a partire dalla loro testimonianza di vita, sappiano formare, illuminare e sostenere i coniugi, specialmente quelli più giovani, e specialmente nei momenti di crisi”. Ma occorre pure “stimolare le Conferenze episcopali, le Diocesi, i pastori e tutto il Popolo di Dio a interrogarsi seriamente su cosa fare per iniziare una nuova opera di formazione cristiana”. Occorre, allora, pregare perché “sorgano nuovi santi, che con il loro zelo e la loro creatività aiutino la Chiesa ad avvicinare alla fede tante persone” e “promuovere un nuovo impulso di evangelizzazione, di catechesi”.
Gli obiettivi
In sintesi, sulla formazione, il Dicastero secondo il cardinale Farrell deve comprendere che negli ambienti ecclesiali non si genera la fede nelle persone - "spesso si presuppone la fede, si dà per scontato che tutti credono, ma questo non è più vero nelle nostre società" - e pertanto la formazione cristiana deve farla nascere in loro e portare “ad una relazione viva con Dio, con Cristo e ad una vita cristiana matura, vissuta nella Chiesa”. Inoltre vanno sensibilizzate le Conferenze episcopali perché le Chiese locali si impegnino nella formazione. Necessario anche “individuare dei criteri fondamentali” per poter “impostare la formazione cristiana dei laici oggi” e valutare l’elaborazione di “‘linee guida’ che indichino criteri fondamentali".
Gli Incontri Mondiali
Circa gli Incontri mondiali organizzati dal Dicastero, come le Giornate Mondiali della Gioventù - che si celebrano da 40 anni - gli Incontri Mondiali delle Famiglie - finora 32 - e la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani giunta alla quinta edizione - il cardinale Farrell ha chiesto di tenere conto dei cambiamenti avvenuti nel mondo. “Non possiamo perciò accontentarci di ripetere ciò che è stato fatto in passato”, ha rimarcato, facendo notare che “è avvenuta una globalizzazione culturale ed economica su larga scala, è aumentata la mobilità sociale, l’interculturalità”, è cresciuta l’“indifferenza religiosa” ma c’è stato “un ritorno del sacro” e “un nuovo bisogno di religiosità e di spiritualità fra le giovani generazioni”, e poi la rivoluzione digitale “ha completamente cambiato gli stili di vita e le interazioni sociali”. Il prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha rilevato inoltre che in questi decenni è cambiata pure la Chiesa, oggi “più attenta alle sensibilità delle persone, alle loro culture, alle loro spesso travagliate e sofferte storie personali”, “più desiderosa di andare incontro a tutti” e di rispettare “i tempi di ognuno”, “più attenta ai deboli, più rispettosa delle coscienze”, “più preparata a modi di evangelizzare e di fare missione, veramente sinodali e partecipati”. Per questo occorre capire, per gli Incontri mondiali, “cosa mantenere e cosa cambiare, cosa mettere da parte e cosa migliorare”, affinché tali eventi “possano essere evangelicamente più efficaci”, “toccare il cuore delle persone, trasmettere la grazia e avere un impatto duraturo nella loro vita”. Insomma, per il porporato bisogna far sì che diventino “esperienze autentiche di incontro con Gesù Cristo”
L’attività del Dicastero
Nella sua relazione, il cardinale Farrell ha anche offerto un excursus di quanto è stato fatto dal 2016, dal Dicastero da lui presieduto. Per l’ambito Associazioni e Movimenti, si sono svolti 8 Incontri Annuali dei moderatori generali delle associazioni di fedeli e dei movimenti ecclesiali e un’intensa attività di accompagnamento, con incontri, revisione degli Statuti, iniziative di formazione o di accompagnamento. Con riferimento all’area Famiglia e Vita, si sono celebrati due Incontri Mondiali delle Famiglie: il primo a Dublino nel 2018 e il secondo a Roma nel 2022. Nel 2022, poi, il Dicastero ha pubblicato gli Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale, per introdurre nella Chiesa una preparazione al sacramento del matrimonio e l’accompagnamento nei primi anni di vita coniugale. Dallo scorso anno, inoltre utilizzando il sussidio La Vita è sempre un bene, si è iniziato un lavoro per accompagnare la pastorale della vita di numerose conferenze episcopali. Nell’ambito della pastorale giovanile, si sono celebrate, a livello internazionale, le Giornate Mondiali della Gioventù a Panama, nel 2019 e a Lisbona, nel 2023, e si sta preparando la prossima a Seoul, nel 2027. Per la pastorale degli anziani, il Dicastero ha sollecitato le Chiese particolari a strutturarla o a potenziarla, ci sono stati due congressi internazionali, nel 2020 e nel 2025, ed è stato rafforzato il dialogo con i responsabili nazionali di tale pastorale di circa 80 conferenze episcopali.
Tiziana Campisi - Vatican News
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