Giovani e Famiglia

Una sola carne: elogio della monogamia

Corso di formazione a Guadarrama per gli operatori di pastorale familiare della Spagna
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Si è svolto a Guadarrama (Madrid), dal 9 al 12 luglio 2026, il corso di formazione per operatori della Pastorale familiare delle diocesi spagnole dal titolo «Una sola carne: elogio de la monogamia». L'iniziativa è stata promossa dalla Conferenza Episcopale Spagnola e organizzata dalla Commissione Episcopale per i Laici, la Famiglia e la Vita e dalla Sottocommissione Episcopale per la Famiglia e la Difesa della Vita.

Il corso ha inteso approfondire la Nota dottrinale Una caro. Elogio della monogamia, del Dicastero per la Dottrina della fede, sull’importanza del matrimonio, nell’orizzonte dello sviluppo e di un’applicazione sempre più integrata del documento «Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale». In quest'ottica sono stati illustrati anche i lavori già avviati dalla Sottocommissione per l'implementazione di tali itinerari nelle diocesi spagnole.

Gambino: la fedeltà coniugale è dimensione centrale dell'annuncio cristiano del matrimonio ai giovani

I lavori sono stati introdotti da Mons. José Mazuelos Pérez, Vescovo delle Canarie e Presidente della Sottocommissione per la Famiglia. La Prof.ssa Gabriella Gambino, Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha presentato una relazione dal titolo «La bellezza dell'amore fedele. Annunciare oggi il Vangelo del matrimonio». Nel suo intervento ha proposto una riflessione sulla fedeltà coniugale come dimensione centrale dell'annuncio cristiano del matrimonio oggi ai giovani, articolandola in quattro passaggi: il significato giuridico del vincolo, ciò che lo distingue dalla mera convivenza e la traduzione pastorale di questo significato; la fedeltà come mistero sacramentale, radicato nella fedeltà stessa di Dio; la dinamica antropologica dell'amore fedele, che matura nel tempo, dall'attrazione emotiva alla promessa stabile e definitiva; e infine il rapporto tra fedeltà e fede nel matrimonio e l’irrinunciabilità della fede stessa per rendere possibile la fedeltà.

Lo straordinario potere umanizzante della fedeltà

Nella pastorale familiare parlare ai giovani della fedeltà coniugale è una delle sfide più grandi: non perché essi non desiderino un «amore che duri per sempre e che sia esclusivo», tutti gli innamorati lo desiderano, ma perché non sanno più bene che cosa significhi e che cosa implichi restare fedeli. Per questo bisogna avere il coraggio oggi di provare a restituire alla fedeltà il suo volto più autentico, mostrando che essa non è un limite, ma «una delle forme più alte della libertà umana», la libertà di donarsi e di consegnare il proprio futuro alla persona amata. La fedeltà, ha spiegato, non è una norma da difendere, ma un bene umano e spirituale da riscoprire: «è la promessa che custodisce l’amore, gli dà una dimora, lo rende capace di diventare storia». Annunciare la fedeltà significa, dunque, mostrare la sua capacità di generare legami, fiducia, stabilità. Essa implica un coinvolgimento integrale della persona: affetto, ragione, corpo, libertà e volontà. Per questo la fedeltà «ha un significato antropologico irrinunciabile ed uno straordinario potere umanizzante, capace di sviluppare appieno l’essere umano».

Al corso sono intervenuti anche: Sonia Ortega, docente di Sacra Scrittura presso l'Universita San Dámaso di Madrid; Padre José Miguel Granados Temes, sacerdote dell'arcidiocesi di Madrid e docente presso la medesima Università; Fernando Vidal, dell'Università Pontificia Comillas e direttore dell'Istituto Universitario della Famiglia; María Álvarez de las Asturias, direttrice dell'Istituto di Orientamento Personale e Familiare Coincidir.

 

17 luglio 2026
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