Anziani
Una pastorale degli anziani strutturata e non occasionale è possibile
65 Conferenze Episcopali collegate online per un confronto sulle esperienze in corso
La pastorale degli anziani sta entrando stabilmente nella vita ordinaria delle diocesi e delle comunità e può diventare ovunque un impegno strutturato, non più affidato a iniziative episodiche. "Si può fare" è il messaggio emerso il 29 settembre dall'incontro internazionale "Pastorale degli anziani: modelli, buone pratiche, contesti", al quale hanno partecipato online più di 100 rappresentanti di 65 Conferenze Episcopali di tutto il mondo, tra cui diciassette vescovi e arcivescovi.
Ad aprire i lavori è stato S.E. Mons. Dario Gervasi, Segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che ha indicato le linee lungo cui proseguire il cammino insieme alle Conferenze episcopali. La parola è poi passata ad alcune realtà in cui questo servizio è già consolidato.
Modelli a confronto: dalla Spagna, al Brasile all'Uganda
I quattro modelli presentati nascono da contesti molto diversi, ma indicano altrettante strade percorribili.
In Spagna la pastorale degli anziani è inserita in quella del laicato e si concentra sul contrasto alla solitudine non desiderata e sull'accompagnamento della nuova generazione di adulti che invecchiano. Nella diocesi di Getafe, ad esempio, il «Plan Rut» porta volontari nelle residenze, dove un ospite su cinque non riceve quasi visite. In Brasile la forza è la capillarità: 20.000 volontari, presenti in circa 2.000 parrocchie, realizzano ogni anno 1,2 milioni di visite domiciliari. A Kampala, in Uganda, il dipartimento arcidiocesano istituito nel 2024 è attivo in quasi tutte le parrocchie, con responsabili scelti tra gli stessi anziani. Vie Montante Internationale, infine, punta sulla vita associativa, fatta di piccoli gruppi, amicizia e preghiera, e tra le sue sfide principali indica la trasmissione della fede alle nuove generazioni.
«Non intendiamo proporre un modello unico, né una soluzione applicabile allo stesso modo in ogni Chiesa particolare», ha precisato Mons. Gervasi, ricordando che ogni realtà è chiamata a un attento discernimento pastorale. «Il punto essenziale è che si può fare». Nessuno, dunque, può più ritenere impraticabile una pastorale specificamente rivolta agli anziani.
Il dibattito ha fatto emergere altre esperienze. Tra queste, la casa «Merci Marie» nel Kurdistan iracheno, la pastorale nelle carceri delle Filippine e l'impegno della Chiesa in Camerun contro l'abbandono degli anziani, talvolta accusati di stregoneria.
La risposta al transumanesimo: nel limite, l'essere umano fiorisce e si apre a Dio
Mons. Gervasi ha collocato l'incontro nel contesto della riflessione avviata da papa Leone XIV in Magnifica Humanitas nella quale propone una visione alternativa alle derive del transumanesimo e del postumanesimo, che vedono nel limite un difetto da eliminare. «L'essere umano non fiorisce malgrado il limite, ma spesso attraverso il limite», ha ricordato citandone il testo.
Gli anziani, perciò, non sono meri destinatari di assistenza, ma soggetti attivi, capaci di testimoniare alla comunità ecclesiale ciò che è essenziale, perché «è proprio nella fragilità degli anziani che risplende la magnificenza dell'umanità».
06 ottobre 2026
La sinodalità non è una teoria, ma fermento vivo per la missione
Si è aperta a Roma la Conferenza ...
Leggi tutto >
10 anni di Amoris Laetitia: trasmettere il Vangelo e la bellezza della famiglia alle giovani generazioni
Si sono aperti ieri pomeriggio, ...
Leggi tutto >
La croce di Cristo, salvezza e miracolo di comunione: omelia del card. Farrell a Seul
Nel pomeriggio di oggi, 14 ...
Leggi tutto >
Card. Farrell a Seul: “Comincia oggi il pellegrinaggio che culminerà nell’agosto del 2027”
Anche quest'anno, come sempre prima ...
Leggi tutto >